domenica 8 novembre 2009

Parnassus e capitalismo cognitivo

Ho scritto e detto che Parnassus mi era piaciuto ma non mi aveva convinto completamente per varie ragioni. Probabilmente per mia inadeguatezza. In questi giorni, invece, la lettura di un libro che col cinema ha poco a che fare mi ha fatto ripensare a questo film e, ripensandoci, mi ha suggerito diversi piani di lettura. Partiamo con ordine. Il libro in questione è bioeconomia e capitalismo cognitivo (Fumagalli 2007, Carocci editore), dove per bioeconomia si intende un sistema economico che coinvolge l'individuo durate tutto il suo arco di vita (e non solo quello lavorativo) in ogni suo aspetto (dall'istruzione, alla sanità ecc..) e per capitalismo cognitivo si intende un nuovo paradigma di accumulazione non più basato su fattori taylorstici ma sulla conoscenza. Giusto per evitare confusioni con tematiche ambientali (importanti certo). La parte del libro che mi ha fatto ripensare al film è quella sulla realizzazione nel capitalismo cognitivo (cap. 4.2) e sulla trasformazione del ruolo del marketing. Mentre un tempo il marketing riguarduava il prodotto, oggi riguarda la valorizzazione del consumatore. Non si tratta più di proiezione di bisogni, ma di proiezione dei propri sogni (così nel testo), visto e considerato che nel capitalsimo cognitivo è centrale la produzione immateriale di simboli, l'acquisto di immaginari. Non posso non collegare questo passaggio (se pur decontestualizzato) alla scena in cui appare per la prima volta il baraccone di Parnassus nella sua nuova versione (dopo l'abile strategia di marketing di Tony Shepard). Ci troviamo in un santuario del consumo, dove la gente va lì per spendere, ma non perché abbia effettivamente bisogno di quegli oggetti, ma perché essi rappresentano un modo di comunicazione efficace del proprio status e sono un mezzo per raggiungere quello stato ideale consono ai propri sogni. Ecco, il servizio reso da tony e compagnia è esattemente questo. La possibilità di creare (se pur per poco) l'immaginario di una singola persona, massima sua aspirazione e meta finale per la quale ci si affanna, si compra, si spende, si spande; meta che fa apparire il resto privo di importanza, tanto che all'uscita le donne sono disposte a rinunciare a tutto. Realizzazione finale del proprio vagare, sublimazione totale delle proprie spinte interne. Si badi che questo discoso non vale solo per attempate signore che non sanno come spendere i propri averi, come si potrebbe evincere dalla visione del film, ma vale per tutti. Vale per me che compro un certo libro, vale per me che scrivo su questo blog e scrivendo su questo blog non sto facendo altro che produure un simbolo e contemporaneamente acquistarlo facendolo mio. Non è un semplice discorso di vanesia, è qualcosa che va oltre. Io non compro un libro per far vedere ad altri che l'ho comprato e lo sto leggendo; questo oltre a essere un atteggiamento narcisista sarebbe soprattutto stupido. Comprando quel libro (indipendentemente dall'altrui conoscenza del fatto) valorizzo (in modo consapevole oppure no) la mia persona ma non perché quella lettura effetivamente darà quel risultato, ma perché il sostrato sociale in cui sono inserito mi ha trasmesso la convinzione che vale la pena acquistare quel libro; un mio amico, il blog di un'amica hanno impresso dei SIMBOLI nel mio immaginario e in funzione della creazione dello stesso agisco di conseguenza. Pensando a ciò non posso non ricredermi su quanto detto altrove circa il film e non inserire questo film nel mio gotha personale.
Per concludere una citazione dal libro sopracitato (pag 115) :


"I pubblicitari sono demoni creativi che comprano le anime"

8 commenti:

Vane ha detto...

concordo con la frase ^^...

grazie per il film. appena posso lo vedrò^^..

un salutoooo

Spino ha detto...

Davvero molto interessante, il parallelo mi sembra perfetto.

Ivan Fedorovic ha detto...

@Vane: allora aspetto tuoi commenti...

@Spino: grazie... volendo fare i pignoli posso dire che il parallelo è perfetto si, ma solo nel mio di immaginario..(forse ora esagero)....

Vane ha detto...

un mio amico miha detto che ce l'ha.. spero di averlo presto^^..

buona domenica seraaaaa.. :D
e grazie per i commenti..

Ivan Fedorovic ha detto...

non pensare a ringraziare...pensa a scrivere..così posso commentare.. :-))ciaoo!

Vane ha detto...

e tu non scrivi?.. dai daii.. che ho voglia di leggere qualcosa.. :D

non ti preoccupare che io scrivo molto.. forse un po' troppo.. infatti mai nessuno mi sta dietro :D

Ivan Fedorovic ha detto...

il fatto è che tra l'università...qualche lettura (forse dedico più tempo a queste che all'uni) e qualche film non riesco a scrivere molto... alcuni post li scrivo dopo aver letto un intero libro...non che abbia la pretesa di fare recensioni esaurienti..tratto solo aspetti infinitesimali...però è così..mi dispiace, sono poco costante...

Vane ha detto...

capisco.. anch'io leggo molto^^.. a volte riesco a scrivere qualcosa su quello altre no.. i libri i libri .. cosa bella i libri^^

nottee..